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Mostra Cinzia Canneri – Women’s bodies as battlefields

Settembre 19 @ 10:30 - Ottobre 18 @ 19:00

19 SETTEMBRE 2026 – 11 OTTOBRE 2026
aperta SABATO E DOMENICA 
orario di apertura 10:30-12:30 /15:30-19:00

La presa di mira sistematica dei corpi delle donne durante le guerre è emersa come una strategia utilizzata in tutto il mondo. Come afferma Cristina Lamb, le donne sono oggetto di forme specifiche di violenza, in particolare sessuale, che rientrano in ciò che è stato definito “violenza di genere”.
È vero che anche gli uomini sono vittime di violenza, ma è la natura della violazione del corpo femminile, come espressione di dominio, a definire tali atti come violenze di natura specificamente legata al genere.
Questo progetto esplora la condizione delle donne eritree e tigrine che sono fuggite oltre i confini di tre paesi geopoliticamente intrecciati — Eritrea, Etiopia e Sudan.
In questi territori, le donne hanno continuato a subire violenze sui propri corpi, vittime dei mutamenti socio-politici e dei conflitti etnici o di confine, nonostante il trattato di pace tra Eritrea ed Etiopia del 2018, che valse al Primo Ministro etiope Abiy Ahmed Ali il Premio Nobel per la Pace nel 2019.
​L’obiettivo iniziale del progetto era documentare le donne eritree in fuga da uno dei regimi più repressivi al mondo e in cerca di rifugio in Etiopia tra il 2017 e il 2019.
Dopo l’invasione del Tigray da parte dell’esercito federale etiope, sostenuto da quello eritreo e dalle milizie amhara, il 4 novembre 2020, il lavoro si è ampliato fino a includere le donne tigrine, costrette anch’esse alla fuga verso Addis Abeba e i campi profughi in Sudan.
​Gli esperti delle Nazioni Unite in materia di diritti umani hanno accusato tutte le forze coinvolte nella guerra del Tigray di crimini contro l’umanità, in particolare per le violenze sessuali perpetrate dalle Forze di Difesa Nazionali Etiopi (ENDF), dalle Forze di Difesa Eritree (EDF) e dalle milizie amhara (Fano).
Le EDF hanno utilizzato la violenza sessuale come arma di guerra sia contro le donne eritree — punite per essere fuggite dal proprio Paese — sia contro le donne tigrine, nel tentativo di annientarne l’identità etnica.
​I loro corpi sono diventati campi di battaglia senza schieramenti.
​Soldati e milizie hanno sottoposto donne tigrine ed eritree a stupri individuali e di gruppo, schiavitù sessuale, mutilazioni e torture accompagnate da insulti etnici e minacce di morte. Le sopravvissute portano ancora oggi i segni fisici e psicologici di queste violenze (Amnesty International, 2021).
​La Commissione Internazionale di Esperti sui Diritti Umani in Etiopia (ICHREE), istituita dal Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite nel 2021, ha indagato su queste violazioni. Tuttavia, il governo etiope — che non ha mai riconosciuto i crimini di guerra commessi dalle proprie forze — ne ha ostacolato il mandato, rifiutando la presenza di osservatori esterni.
​Eppure, in mezzo a questo silenzio imposto, le donne hanno trovato la forza di unirsi.
Molte di loro hanno raccolto prove, testimonianze e documenti per far emergere la verità negata.
Insieme, hanno trasformato la vergogna in resistenza, la paura in solidarietà, la ferita in parola.
Da vittime di una guerra sono diventate testimoni, custodi della memoria e della giustizia, determinate a fare emergere verità e responsabilità.

Dettagli

  • Inizio: Settembre 19 @ 10:30
  • Fine: Ottobre 18 @ 19:00

Organizzatore

  • Cinzia Canneri

Luogo

  • Palazzo San Gallo
  • Piazza della Libertà, 18
    Tolentino, 62029 Italy
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