Bisognerebbe occuparsi di più di questo momento, di un lunedì nell’orto a Belforte del Chienti, di un martedì sera d’inverno in mezzo all’oceano. Bisognerebbe occuparsi più delle domande che delle risposte, più delle orecchie che della bocca. Bisognerebbe credere sempre ai nostri occhi e occuparsi più del silenzio che dei proclami. Bisognerebbe proclamare legge nostra il silenzio che è la voce degli uccelli e l’erba mossa dalla corazza delle tartarughe. Bisognerebbe occuparsi più delle scarpe che dei computer.